Il motivo per cui spesso non percepisci il tuo odore corporeo anche se può risultare intenso per chi ti sta vicino è legato a una combinazione di adattamenti biologici, neurologici e psicologici. Questo fenomeno è così comune che viene definito “adattamento olfattivo”, e rappresenta una fondamentale strategia evolutiva che aiuta l’essere umano a gestire il costante bombardamento sensoriale proveniente dal proprio corpo e dall’ambiente circostante.
Meccanismi dell’adattamento olfattivo
Il sistema olfattivo è progettato per riconoscere nuove informazioni odorose e nel tempo riduce la propria sensibilità verso gli stimoli continui e familiari. Quando un odore permane nell’ambiente, i recettori olfattivi presenti nella cavità nasale si “abituano” a quella presenza chimica e inviano segnali sempre meno forti al cervello. Questo accade, ad esempio, agli operatori di laboratori chimici o chi lavora in cucine professionali, che raramente si accorgono dei forti odori che li circondano, perché il loro cervello filtra lo stimolo per dedicarsi a odori nuovi che possono segnalare pericoli o novità.
La stessa regola vale per il proprio odore corporeo. Esponendosi continuativamente alla propria “firma olfattiva”, il cervello ne riduce la percezione fino quasi a cancellarla, mentre risulta evidente agli altri, che non sono esposti agli stessi segnali in modo continuativo. In pratica, il cervello elimina ciò che è costante, riducendo la soglia di reattività a quel tipo di stimolo e concentrando l’attenzione su segnali “nuovi” che potrebbero essere più rilevanti dal punto di vista della sopravvivenza.
Come si produce l’odore corporeo: la bromidrosi
L’odore corporeo nasce dalla combinazione tra il sudore prodotto dalle ghiandole sudoripare, le sostanze chimiche contenute in esso e l’azione dei microbi presenti sulla pelle. In particolare, la bromidrosi è quella condizione in cui l’odore corporeo diventa particolarmente intenso e persistente, talvolta causando disagio sociale. Questo non accade a tutti allo stesso modo, perché molti fattori influiscono sull’intensità e il tipo di aroma.
Fattori che influenzano la percezione dell’odore
- Predisposizione genetica: la quantità di sudore prodotto, la composizione chimica del sudore e il tipo di microbi che vivono sulla pelle variano da persona a persona. In alcune popolazioni asiatiche, per esempio, una variante genetica fa sì che il sudore sia molto meno odoroso rispetto alla media globale.
- Cambiamenti ormonali: pubertà, menopausa e altri stati fisiologici possono intensificare la produzione di sudore e alterare la composizione del microbiota, modificando l’odore percepito.
- Alimentazione e farmaci: il consumo di alimenti ricchi di spezie (curry, aglio, cipolla) oppure di alcuni farmaci può accentuare o cambiare l’odore corporeo.
- Igiene personale: una scarsa igiene incrementa la quantità di batteri e lieviti che decompongono il sudore e aumentano la produzione di composti volatili, rendendo l’odore più evidente.
L’evoluzione del senso dell’olfatto
Dal punto di vista evolutivo, il senso dell’olfatto ha la funzione primaria di distinguere tra odori “nuovi” (che potrebbero indicare pericoli, cibo, predatori o partner) e quelli “familiari” considerati innocui o irrilevanti. Il disgusto che proviamo verso certi odori, come quello del sudore altrui, delle secrezioni o degli alimenti avariati, è una difesa innata: il cervello, tramite il naso, cerca costantemente di riconoscere segnali che possano rappresentare una minaccia per la salute.
Questa attenzione ai segnali “nuovi” rappresenta un importante vantaggio evolutivo. Per esempio, alcune patologie modificano le emissioni di composti volatili dal corpo. Il Parkinson o il diabete, ad esempio, cambiano la composizione chimica dei prodotti del metabolismo umano, conferendo odori inconfondibili e consentendo, in rari casi, anche diagnosi precoci grazie ad individui particolarmente sensibili agli odori.
Perché ci accorgiamo più facilmente dell’odore degli altri?
La principale ragione per cui notiamo l’odore degli altri piuttosto che il nostro sta nell’assenza di adattamento continuo. Quando entriamo in contatto con una persona nuova, il nostro sistema olfattivo non ha mai incontrato prima quell’insieme specifico di molecole emanate dal loro corpo e reagisce con forza. Questo vale anche per odori ambientali: in una stanza appena entrati, percepiamo ogni aroma in modo intenso, ma dopo pochi minuti il “rumore di fondo” viene filtrato dal cervello.
Un secondo aspetto da considerare è la differenza nella composizione dell’microbiota cutaneo. Ogni individuo possiede una “firma” unica di batteri e lieviti, responsabili della decomposizione del sudore e della produzione di specifici composti odorosi. Per questo motivo, l’olfatto umano è particolarmente abile a identificare l’odore di una persona estranea rispetto a quello proprio o conosciuto.
Infine, esistono meccanismi psicologici e culturali di “accettazione” e “rimozione” degli stimoli considerati propri. L’essere umano tende a ignorare e sottovalutare le proprie emissioni, mentre attribuisce un significato sociale e igienico alle emissioni degli altri.
Quando preoccuparsi della propria percezione olfattiva?
La perdita improvvisa di percezione olfattiva, senza adattamento, può invece segnalare un problema di salute (ad esempio un’infezione, una lesione ai nervi olfattivi o malattie neurodegenerative). D’altro canto, un improvviso aumento della sensibilità a odori corporei abituali può indicare un cambiamento nella salute generale, nella dieta o nella routine di igiene personale.
La consapevolezza della dinamica tra adattamento olfattivo e odore corporeo è utile non solo per spiegare le ragioni per cui non sentiamo il nostro odore, ma anche per comprenderne l’impatto sociale e prevenire eventuali disagi. Occorre ricordare che, quando l’odore corporeo diventa un ostacolo alla vita di relazione (come accade nella bromidrosi), consultare un professionista può aiutare ad individuare soluzioni pratiche e migliorare la qualità della vita.