Attenzione a questa tipologia di investimento: potresti non riuscire a recuperare i tuoi soldi

Quando si prende in considerazione una nuova proposta d’investimento, soprattutto nel contesto degli strumenti finanziari ad alto rischio o delle piattaforme online apparentemente innovative, è fondamentale comprendere le potenziali conseguenze negative e la possibilità concreta di non recuperare il capitale investito. Nel panorama attuale, le insidie sono molteplici: non solo rischi di mercato e finanziari strutturali, ma anche vere e proprie truffe, orchestrate con tecniche di persuasione sempre più sofisticate.

Le principali tipologie di rischio negli investimenti finanziari

Investire comporta sempre un certo grado di rischio finanziario, ovvero la possibilità che, a causa delle oscillazioni dei mercati, delle variazioni nei tassi d’interesse, dei cambi valutari o della solidità dell’emittente, il valore dell’investimento possa calare anche significativamente rispetto al capitale iniziale. I rischi principali si dividono in:

  • Rischio di mercato: è la possibilità che il valore degli strumenti finanziari diminuisca a causa della normale variabilità dei prezzi di mercato. Questo tipo di rischio non può essere eliminato, ma solo gestito e diversificato all’interno del portafoglio.
  • Rischio di credito: si riferisce alla probabilità che la controparte, come un’azienda emittente di obbligazioni, non sia in grado di restituire il capitale e pagare gli interessi dovuti.
  • Rischio di liquidità: si presenta quando uno strumento finanziario non può essere venduto rapidamente senza una significativa perdita di valore, rendendo difficile per l’investitore rientrare in possesso del proprio denaro.
  • Rischio valutario: interessa particolarmente gli investimenti in valute diverse da quella di riferimento dell’investitore e comporta perdite o guadagni derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di cambio.
  • Rischio di default: riguarda l’eventualità che l’emittente degli strumenti finanziari diventi insolvente, causando la perdita totale o parziale del capitale investito.

Queste tipologie di rischio si possono trovare dettagliate nei documenti informativi delle banche e degli intermediari regolamentati, che per legge devono fornire una descrizione esaustiva dei possibili scenari negativi legati al prodotto d’investimento.

Quando il rischio diventa perdita certa: il caso delle truffe finanziarie

Oltre ai rischi fisiologici del mercato, negli ultimi anni si è assistito a una vera esplosione di truffe collegate soprattutto al trading online, alle criptovalute e ad altre forme di investimento apparentemente ad alto rendimento. I truffatori sfruttano la scarsa conoscenza finanziaria e promettono guadagni rapidi e sicuri. Le tecniche più comuni prevedono l’iniziale restituzione di una piccola parte del denaro investito per conquistare la fiducia delle vittime e convincerle poi a versare somme più ingenti. Successivamente, la piattaforma di investimento viene chiusa o resa inaccessibile, impedendo qualsiasi possibilità di recupero del capitale.

Un problema ancora più grave si verifica quando, dopo una prima perdita causata dalla truffa, altri soggetti si offrono come salvatori promettendo di recuperare il denaro perso dietro il pagamento di ulteriori spese. Anche in questo caso, nella maggior parte delle situazioni, il risultato è un’ulteriore perdita finanziaria per la vittima.

Le truffe spesso coinvolgono finti broker che operano tramite piattaforme digitali non regolamentate, spesso registrate al di fuori della giurisdizione italiana o europea. In tali contesti, purtroppo, è praticamente impossibile recuperare i soldi persi, in quanto le autorità locali non hanno alcun potere di intervento reale.

I mercati ad alta volatilità e la perdita potenziale totale del capitale

Anche nelle situazioni in cui l’investimento avviene tramite canali ufficiali e regolamentati, esistono strumenti finanziari che, per loro natura, possono comportare la perdita totale del capitale. Alcuni esempi sono:

  • Derivati come le opzioni o i contratti futures, dove la volatilità può portare rapidamente il valore del contratto a zero o addirittura generare nuove passività attraverso richieste di margine supplementare; nei casi estremi, la perdita può superare il capitale inizialmente investito.
  • Obbligazioni ad alto rendimento (high yield o “junk bond”), che offrono coupon elevati ma sono emesse da soggetti con basso rating di credito, quindi molto più esposti al rischio di insolvenza.
  • Investimenti in mercati emergenti, che possono risentire non solo della volatilità di mercato, ma anche di eventi politici, crisi valutarie o difficoltà di liquidità che rendono ardua la vendita degli asset nei momenti di maggiore bisogno.

Alcuni strumenti, inoltre, prevedono la possibilità di “margin call”, ossia richieste di garanzie aggiuntive al calare del valore dell’investimento: qualora non si disponga della liquidità necessaria per soddisfarle, gli intermediari possono procedere alla liquidazione forzosa dei titoli, spesso in condizioni penalizzanti, con il rischio aggiuntivo di non poter recuperare nulla o di dover restituire anche più di quanto inizialmente investito.

Come proteggersi e quali segnali indicano rischio elevato o truffa

Il primo passo verso l’autodifesa è verificare sempre l’affidabilità di qualsiasi intermediario prima di affidargli i propri risparmi. Gli operatori autorizzati sono iscritti negli elenchi ufficiali degli enti di vigilanza, come la CONSOB. Diffidare dei soggetti che:

  • Propongono investimenti con rendimenti garantiti o molto superiori alla media di mercato.
  • Operano tramite canali informali, come telefonate improvvise, email senza riferimenti legali o banner online sospetti.
  • Utilizzano piattaforme di trading non regolamentate, spesso con sede all’estero, fuori dalla regolamentazione UE.
  • Chiedono pagamenti o bonifici internazionali su IBAN non riconoscibili o prepagati.

Nel caso si tema di essere vittima di una frode, è importante agire rapidamente prendendo contatto con le autorità competenti e presentando denuncia. Tuttavia, il recupero del capitale è spesso possibile solo se si ha a che fare con broker regolamentati e sottoposti alla supervisione delle autorità finanziarie europee, mentre con operatori non autorizzati le speranze di rimborso sono minime.

Il ruolo dell’educazione finanziaria

Conoscere il funzionamento di strumenti e mercati, insieme ai principi base di gestione e diversificazione del rischio, è il miglior antidoto contro le insidie dell’investimento. In particolare, è fondamentale diffidare da chi assicura soluzioni “senza rischi” e investire congruamente solo somme che si è disposti a perdere, dopo aver attentamente valutato l’adeguatezza dello strumento rispetto al proprio profilo finanziario. Nei casi di particolare complessità, è consigliabile consultare un consulente esperto e riconosciuto.

Infine, è utile ricordare che la volatilità, ossia la rapidità con cui il valore di un investimento può salire e scendere, è parte integrante di molti strumenti finanziari. Non esiste guadagno senza rischio: il segreto di una gestione finanziaria sana è saperlo valutare, comprendere ed evitare, per quanto possibile, le trappole e i meccanismi potenzialmente fraudolenti.

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